Redazione

B.Motion commenti del 2/09/2011

2/09/2011, B.Motion. Alcuni commenti del pubblico su Danzica di Collettivo TBT
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2/09/2011, B.Motion. Alcuni commenti del pubblico su Grimmless di Ricci/Forte
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Special Guest: Tommaso Chimenti da B.Motion 2011

foto di Adriano Boscato

Per il Diario di Bordo di B.Motion 2011 la redazione del Tamburo di Kattrin si apre ad accogliere contributi e segni degli ospiti del Festival: critici, studiosi, operatori che passano per Bassano del Grappa in questi giorni sono invitati a lasciare un intervento sulle nostre webzine, per raccontare, tramite i diversi canali del web, quello che accade a B.Motion.

Altri contributi da Tommaso Chimenti, special guest del Tamburo di Kattrin, che ha seguito tutta la settimana di B.Motion Teatro: on-line su Il Corriere Nazionale l’incontro con Ricci e Forte, The dead di Città di Ebla e una panoramica sui giovani artisti del festival.

 

“Premio Scenario” teatro e tanti giovani artisti…

Al Premio Scenario sono usciti negli ultimi anni nomi che hanno, di fatto, cambiato, mutato, rivoluzionato, l’idea di sentire, vedere, usare il teatro. Da qualche anno sembra che la scena si sia appiattita. Forse è un momento di rigurgito, quel passo indietro che è sempre utile al progresso. Aspettiamo i due passi avanti. Nella penuria, commentiamo, nella pochezza cerchiamo un barlume, scovandolo, forse era solo un riflesso, anche dove non c’è luce. Ci mancano i santi e gli eroi. Chi salvava la baracca. Chi portava a casa l’applauso. Chi faceva respirare.

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Coppia Ricci-Forte, connubio perfetto della drammaturgia odierna

La città è già elettrica. Da alcuni giorni alcuni loro attori simbolo e icone e muse sono in giro per teatri a visionare i vari spettacoli del B Motion. Giuseppe Sartori e Andrea Pizzalis sono riconoscibilissimi. Ed hanno il loro seguito. Chiamalo zoccolo duro. Nel tardo pomeriggio Stefano Ricci e Gianni Forte, ormai l’epiteto Ricci/Forte è diventato un vero e proprio brand di successo (non ci meraviglieremo se un giorno ne nascesse una linea d’abbigliamento completa), hanno incontrato il critico teatrale Andrea Porcheddu, puntuale e sornione, ficcante e deciso, che, per la casa editrice Titivillus alcuni mesi fa ha curato il volume, dedicato a “Macadamia Nut Brittle” di R/F, con una prefazione-introduzione illuminante, stimolante, arguta ed acuta: da sottolineare, un piccolo capolavoro a margine di un altro. Stefano Ricci è il front man, ha piglio, prende la parola.

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“The dead” di Joyce riletto in chiave quasi cinematografica

Pensavamo di essere andati a teatro. Ci siamo ritrovati al cinema. Nobile spaesamento, cambio di rotta, slittamento di binari. Dall’omonimo racconto di Joyce, il “The dead” dubliner, rivisto nella chiave di lettura dei forlivesi Città di Ebla (ideatori anche del festival “Ipercorpo”, quest’anno dal 20 al 25 settembre, dal titolo “Premere sui confini”, spostatosi dai Magazzini Interstock nel complesso in disuso SITA/ATR; www.cittadiebla.com) prende sembianze e visioni giallo ocra. In una scena dove un filtro seppia rimanda la memoria al passato, una camera alto borghese (una signora nelle vicinanze esclama: “Che tradizionale!”) che occhieggia ed ombreggia dietro il fine paravento che lascia intravedere senza svelare, celando, ma non del tutto, l’azione della signora (Valentina Bravetti concentrata ed intensa) che si prepara ad uscire in movimenti da “Io ballo da sola”.

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‘The dead’ di Joyce riletto in chiave quasi cinematrografica

Low files: istantanee da B.Motion

Iurilli incontra Bontempelli a Castel dei Mondi

Recensione a (a partire da) Minnie – di  Angela Iurilli

Al Festival Castel dei Mondi non sempre gli spettacoli vengono replicati, ma sempre si sovrappongono creando un puzzle di incastri per il quale pubblico, operatori e critici debbono freneticamente tuffarsi tra i vicoli andriesi per passare da una platea all’altra cercando di non perdere l’incipit di quello o il finale di quell’altro. In questo fitto programma bisogna saper scegliere, puntare sui cavalli giusti. Così nel mio terzo giorno di permanenza ad Andria, perseguendo con ostinazione la strada della curiosità per le esperienze locali – bisogna dirlo, non sempre felicissime – dopo improbabili Erodiadi di teatro-danza, Medee alla ricerca dell’agognato realismo contemporaneo e Libri Cuore dal sapore laboratoriale e giovanilistico, ecco un Bontempelli a cogliere il mio sguardo tra le pagine del programma.

L’ideatrice del lavoro è Angela Iurilli, artista due volte premio Scenario (1993-2005) che rivendica una formazione non accademica ma completata all’insegna della ricerca delle collaborazioni più stimolanti. Il suo curriculum, che dal teatro passa agilmente alla danza contemporanea, somiglia di più alla biografia di un animo cercatore, nomade, che negli anni si è lasciato ispirare da grandi maestri ma anche da incontri quasi fortuiti. Il risultato è l’eclettico percorso di una performer/autrice. La produzione è OrecchiAbili e Kismet Opera con il sostegno proprio di Castel dei Mondi, il testo da cui “partire” è Minnie la Candida di Massimo Bontempelli, scritto nel 1927.

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Questo contenuto è parte del progetto Situazione Critica
in collaborazione con Teatro e Critica

Quarto giorno a B.Motion 2011…

Città di Ebla - The dead (foto di Adriano Boscato)

A passeggio per un viale a mezza sera, con la vallata di fianco e le montagne quasi invisibili poco lontano, con solo qualche luce fioca che ne dice la fisicità imponente, mi trovo a ragionare con veemente sveltezza di pensiero e di passo con il direttore di questo B.Motion 2011 al quarto giorno, Carlo Mangolini, mentre ci rechiamo al Garage Nardini per vedere il lavoro ultimato di Anagoor dal titolo Fortuny, di cui altrove si darà conto; allora è un’altra percezione che mi cattura, quando scopro questi strani alberi buffi e simpatici lungo il viale, vicino al parapetto, tosati a forma di fungo; di questa buffa scoperta dico a Carlo, ma m’inchioda all’evidenza la mia percezione di superficie: lui mi invita a guardare meglio, sono gli alberi degli impiccati, dove i martiri della Resistenza hanno strozzato – ognuno a un albero diverso – l’ultimo respiro. Capisco oggi di più, quanto la prima vista sia fallace.

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Terzo giorno a B.Motion 2011: a chi corrispondono gli amorosi sensi?

 

Spic & Span - foto di Adriano Boscato

Stamattina promette pioggia, sopra le case, le chiese, la campagna laboriosa di questa Bassano di frontiera, paese di confine tra l’operosità e il silenzio. Acqua, tanta ne passa sotto i suoi ponti, a volte rischia di scendere dall’alto. È solo allora che ci si interroga sulla fragilità di certe coperture, sull’accessibilità dei ripari, sulla perentoria accortezza che ne limiti lo scroscio e l’intemperia. È questo il pensiero più accurato – e accorato – che scivola sotto gli altri e si va ad accovacciare dove la città gli regala il silenzio, dove può cercare in una riflessione che riannodi questi primi giorni di B.Motion 2011 e gli studi proposti dall’ultima generazione di Scenario 2011.

 

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Da anni non tornavo a Bassano… / Special Guest Andrea Porcheddu

Per il Diario di Bordo di B.Motion 2011 la redazione del Tamburo di Kattrin si apre ad accogliere contributi e segni degli ospiti del Festival: critici, studiosi, operatori che passano per Bassano del Grappa in questi giorni sono invitati a lasciare un intervento sulle nostre webzine, per raccontare, tramite i diversi canali del web, quello che accade a B.Motion.

Andrea Porcheddu, che a B.Motion ha condotto ieri pomeriggio l’incontro con la compagnia ricci|forte, ci ha inviato stamattina un breve commento sulla sua presenza al festival e sul ruolo che esso assume nel panorama della scena contemporanea.

 

DA ANNI NON TORNAVO A BASSANO…
di Andrea Porcheddu

Da anni non tornavo a Bassano. Per mie colpe, non certo perché la proposta del festival fosse priva di interesse. Anzi. Va detto che qua, da anni, si vede non tanto il teatro che c’è, cosa che può accadere più o meno ovunque, quanto il teatro che verrà, ossia vedere in prospettiva le tendenze, le estetiche, gli stili che contageranno la scena italiana del futuro. Merito certo dell’attenta politica di Carlo Mangolini e del suo staff, capaci, stagione dopo stagione, di far di questo piccolo centro qualcosa di piu di un bel ponte da attraversare. Ma l’idea di “ponte”, a pensarci bene, deve essere radicata a Bassano. Perché in qualche modo qui si costruiscono ponti con il futuro, con ciò che sarà. Così, anni addietro, capitavano da queste parti i più o meno sconosciuti Ricci/Forte giovanissimi, a raccontare e mostrare il proprio teatro, oggi acclamato, discusso, adorato ovunque. E oggi, a distanza di tempo, con Stefano e Gianni si è discusso, in un ombroso cortile, di estetica e politica. Mi sono lanciato, introducendo l’incontro, in un azzardato confronto tra le categorie lacaniane (reale, immaginario, simbolico) e il teatro del gruppo romano che a B.motion presenta Grimmless, ulteriore fase della loro ricerca.
Ora, mentre scrivo queste note, chiuso in camera d’albergo – complice la presenza vivace e pervasiva di un bimbo di 4 anni che m’accompagna – risuona dalla strada la musica imperiosa e misteriosa di Anagoor, in scena con l’esito finale del lungo viaggio nell’universo immaginifico di Mariano Fortuny. Anche la compagnia di Casterfranco ha trovato in B.Motion una cassa di risonanza notevole.
Allora, quel che preme sottolineare, è che in questi anni il festival è cresciuto, si è guadagnato sul campo una identità forte, rocciosa come le montagne che circondano la città e fluida come il fiume che l’attraversa. L’espressione “bella realtà” è consunta, fin troppo abusata. Ma qui, nell’aria frizzante di un settembre appena iniziato, viene da pensare che questo festival sia davvero una bella realtà. Bella perché viva, ricca di senso e di persone appassionate. Realtà perché vera, concreta, costruita giorno dopo giorno in spazi, anfratti, palazzi, magazzini, distillerie di tutta Bassano. Il pubblico lo sa, e risponde con attenzione. Resta allora da capire che teatro vedremo nei prossimi anni. A fine festival sapremo qualcosa di più.