Marco D’Agostin

Mobilità artistica. Internazionalizzazione: i progetti europei della Casa della Danza di Bassano del Grappa

Marco D'agostin

Marco D’agostin

Una riflessione sulle migrazioni. Un progetto che coinvolge sedici artisti provenienti da Italia, Croazia, Francia e dalle province canadesi del Quèbec e della British Columbia. Migrant Bodies è solo l’ultimo di una serie di progetti europei che vedono protagonista il Comune di Bassano del Grappa e il CSC/Casa della Danza, che riporta alla memoria quello che fu il primo progetto realizzato da Operaestate nel 2006, The Migrant Body, approfondito alcuni mesi fa in un incontro con Roberto Casarotto, responsabile del Progetto Danza Internazionale (leggi l’intervista).
Si è concluso da poco Choreoroam Europe, il percorso biennale di ricerca coreografica e mobilità artistica, nell’ambito del quale sono nati gli spettacoli di Giorgia Nardin, All dressed Up With Nowhere To Go, e di Marco D’Agostin, Per non svegliare i draghi addormentati, presentati durante l’ultima edizione di B.Motion Danza. «Nel 2011, in una delle tappe di Choreoroam – racconta D’Agostin – siamo stati impegnati in un workshop a Londra con Rosemary Butcher, nostra mentore. Questa coreografa eccezionale guidava delle improvvisazioni molto belle e aperte, in una delle quali ci ha chiesto di partire dall’idea di lasciare delle tracce nella stanza dove eravamo; l’indicazione precisamente era “leave prints” e io ho capito “prince”, cioè principe: ho fantasticato per circa un’ora, non sulle tracce nella stanza, ma su un principe abbandonato su una spiaggia da cui è nata l’immagine per la nuova creazione». Grazie a questo progetto, ideato da Operaestate Festival Veneto/CSC con The Place di Londra e Dansateliers di Rotterdam, si sono sviluppate inoltre molteplici collaborazioni artistiche, come quella tra Alessandro Sciarroni, Pablo Esbert Lilienfeld (per Folk-s e UNTITLED) e Marco D’Agostin (Folk-s), e tra Giorgia Nardin, D’Agostin e Amy Bell, che hanno dato vita a All dressed Up With Nowhere To Go. Finito Choreoroam, sono sette i progetti attualmente in corso. Azioni di mobilità artistica, di formazione, di creazione e produzione cui prenderanno parte professionalità artistiche e manageriali, attive sul territorio regionale e nazionale. L’obiettivo? L’internazionalizzazione.

Comunità locali e comunità di immigrati s’incontrano in Migrant Bodies, che intende riflettere sull’impatto sociale e culturale delle migrazioni. Promuove il dialogo intergenerazionale Act Your Age, progetto biennale realizzato in collaborazione con il reparto di neurologia dell’ospedale di Bassano, una ricerca sull’impatto che la pratica della danza contemporanea può avere sul sistema neurologico e in particolare sulle persone con il morbo di Parkinson. Gli italiani coinvolti sono Chiara Frigo, Silvia Gribaudi e Marco D’Agostin; quest’ultimo ha presentato al festival bassanese Last day of all, un lavoro ispirato a Le Sacre du Printemps di Straviskij nato dall’incontro con non professionisti di diverse età: Maria (75), Federico (19), Clara (65), Elena (19) e Serenella (15). «Trovavo molto interessante che il progetto chiedesse il punto di vista dei più giovani – racconta il danz’autore – ma io sentivo una grossa responsabilità perché non sapevo cosa volesse dire invecchiare. Ho deciso allora di declinare il compito che ci veniva dato a favore del racconto dello scambio tra generazioni, e del corpo che invecchia. Quando ho fatto un workshop all’interno di Act Your Age in Austria, dove ho conosciuto Maria – la signora che c’è nel lavoro –, ho capito che il modo in cui volevo andare a fondo era rendere possibile un incontro tra le diverse generazioni, partendo dal lavoro con il gruppo e non sviluppando prima il progetto. Ho cercato di far tradurre a loro qualcosa di molto personale conservando tuttavia l’autenticità di questo incontro. Il progetto ha fornito una cornice dentro alla quale ho trovato qualcosa che sarà utile al di fuori».

Untitled_I will be there when you die di Alessandro Sciarroni

Untitled_I will be there when you die di Alessandro Sciarroni

Progetto quinquennale articolato in quattro fasi – ricerca, residenza, produzione e presentazione – Modul Dance è promosso da EDN, il network europeo delle Case della Danza di cui il CSC di Bassano del Grappa è partner dal 2011. Alessandro Sciarroni, selezionato per la trilogia Untitled_I will be there when you die, ci ha raccontato le fasi del progetto: «UNTITLED_I will be there when you die (secondo capitolo della trilogia) ha ricevuto il sostegno del Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa – che ci ha proposto –, del Mercat de les Flors di Barcellona, del Dance Ireland di Dublino, della Maison de la Danse di Lione, del Dansehallerne di Copenhagen. Abbiamo fatto due settimane di casting – in un’atmosfera fantastica – presso El Graner di Barcellona, che è collegato al Mercat de les Flors, e che ha ospitato tutti i giocolieri (i dodici da cui sono stati selezionati i quattro interpreti attuali, ndr). La Maison de la Danse di Lione ci ha prodotto; il Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, oltre ad avere fornito una quota di produzione, ci ha ospitato in residenza. Le fasi non sono scandite dai partner, gli artisti possono scegliere i propri tempi. Nel mio caso, ero già avanti con la ricerca, e quindi sono partito subito con la residenza, cui ha fatto seguito la produzione, la circuitazione e la presentazione, e adesso continuo la ricerca con S.P.O.R.T, che è parte del progetto Will you still love me tomorrow? (terzo capitolo della trilogia avviata con Folk-s, ndr)».

La danza contemporanea e le nuove tecnologie: Spazio_A European network for dance creation indaga il carattere multidisciplinare della danza contemporanea, offrendo ai giovani artisti cinque residenze nell’arco di un anno. Nasce nell’ambito di questo progetto Forms changed into new bodies di Tiziana Bolfe e Matteo Maffesanti, presentato a B.Motion Danza il 24 agosto.
Programma di cooperazione tra cinque Case della danza europee, LEIM intende individuare nuovi operatori culturali nella danza contemporanea, e investire su di essi. L’obiettivo è quello di costruire una comunità di operatori della cultura in grado di giocare ruoli diversi in differenti organizzazioni orizzontali (multi-players) e stimolare lo sviluppo creativo attraverso lo scambio e l’interazione con le istituzioni, gli artisti e le comunità al di fuori del contesto culturale abituale in cui operano.
Viaggi coreografici nel mondo di Bosch, altri modi di abitare le sale museali: è B PROJECT, un progetto che collega diverse organizzazioni alla città olandese di ’sHertogenbosch. Realizzato dalla Fondazione Jheronimus Bosch 500, in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa, CSC, il festival Dance Umbrella di Londra, il Centre de Développement Chorégraphique / Biennale de danse du Val-de-Marne e D.ID Danza Identity, coinvolge gli spazi che ospitano opere del pittore olandese, dal Museo di Palazzo Grimani a Venezia al Louvre di Parigi, dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam alla National Gallery di Londra.
Si rivolge infine a giovani danzatori e coreografi (tra i 16 e 20 anni) LIFT, il progetto di accompagnamento alla formazione professionale internazionale. Incontri con direttori di accademie e scuole, insegnanti internazionali, la partecipazione a rassegne e festival, l’orientamento ai diversi programmi di studio all’estero e due incontri al mese a Bassano per una durata totale di 24 mesi.
Una città in ascolto pronta ad accogliere gli stimoli e le progettualità del CSC/Casa della Danza come è accaduto lo scorso 17 agosto quando i coreografi di B Project hanno abitato Palazzo Sturm assieme ai giovani danzatori di LIFT, in un evento che ha trasformato le sale museali in palcoscenico, e gli osservatori in pubblico attivo.

*La redazione di b-stage 2013 è composta da Elena Conti, Roberta Ferraresi, Rossella Porcheddu, Carlotta Tringali

#appuntidiunfestival pt.1: Marco D’Agostin

Un recinto di neon disegna la scena. Un tappeto luminoso definisce lo spazio d’azione. Due corpi roteano, insieme. Suono dolce, luce blanda, movenze morbide: inizia lentamente Per non svegliare i draghi addormentati, ideato e condotto da Marco D’Agostin.

Sola, sul proscenio, giacca a coda, un sorriso sulle labbra, Floor Robert attende l’ingresso in sala del pubblico, prima di stendere, al centro del ring, una patina lucente. Mastro di fiabe che srotola una pagina bianca su cui scrivere storie.

Destati quasi da un sonno atavico, Marco D’Agostin e Francesca Foscarini, un uomo e una donna, un principe e una principessa, un cavaliere e una dama, cominciano una danza per due, sfiorando braccia e gambe, confondendo arti e fondendo volti, specchiandosi l’uno nell’altra, (in)seguendo una il ritmo dell’altro. Un origami titanico, costruito dalla Robert, un drago silente, alla fine, ci osserva.

Silhouttes si stagliano, ombre crescono, luci pulsano. Posizione eretta, pose animalesche, posture eleganti, sguardo fiero, portamento regale. Tracciato della memoria, senza limiti di tempo.

“Non fate un buon viaggio, ma viaggiate lontano” diceva Eliot.

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*La redazione di b-stage 2013 è composta da Elena Conti, Roberta Ferraresi, Rossella Porcheddu, Carlotta Tringali

Choreoroamer #1: Marco D’Agostin

Siete curiosi di conoscere meglio i segni particolari dei nove coreografi partecipanti a Choreoroam Europe 2011? Li abbiamo incontrati e “schedati”… Ecco le risposte di Marco D’Agostin

 

Nome: Marco D’Agostin

Data di nascita: 28.01.1987

Luogo di nascita: Valdobbiadene (TV), Italia

Centro con cui partecipa a Choreoroam: Operaestate (IT)

 

 

 

1) Marco D’Agostin in tre parole
Radici, racconto e domani

2) Definisci in una frase la tua ricerca coreografica
Mantenendo fede a un linguaggio esclusivamente fisico e corporeo, la ricerca è il tentativo di trovare dei nuovi modi di raccontare nuove storie

3) Lo spettacolo che ti ha cambiato la vita
Singular sensation di Yasmeen Godder

4) Se la tua vita fosse uno spettacolo, chi sarebbe il coreografo?
Ann Van den Broek

5) E se ti chiedessi di scegliere il coreografo tra uno dei Choreoroamers?
Pablo Esbert Lilienfeld

6) L’aspetto che preferisci di Choreoroam
Il grande valore che assume la convivialità

7) L’aspetto più difficile di Choreoroam
Il confronto con l’Altro

8) Un ricordo che porterai con te di Choreoroam – Bassano del Grappa
Forse la prima sera quando abbiamo iniziato a lavorare con Alessandro Sciarroni che proponeva solo ai maschi una ricerca che partiva dalle idee delle danze folk tirolesi; io solitamente ho molte difficoltà a relazionarmi con gli uomini nel lavoro e invece quella sera si è scatenata una sinergia incredibile fra di noi, in un modo molto giocoso… E quella sera lì credo me la ricorderò per tanto tempo.

Elena Conti / Carlotta Tringali

B.Class con Freddie Opoku Addaie

Abbiamo curiosato tra i workshop di danza B.Class, tenuti ogni mattina a Bassano del Grappa dalle 10 alle 12 da differenti coreografi di fama internazionale. Il giorno 24 agosto la lezione è stata tenuta dal ghanese Freddie Opoku Addaie: ecco foto e impressioni dei partecipanti.

BIOGRAFIA di Freddie Opoku Addaie

Nato nell’Est di Londra e cresciuto in Ghana, è coreografo, performer, insegnante di danza. Ha lavorato con Wayne McGregor/ Random Dance, Saburo Teshigawara/ Karas, Elsa Wooliaston/ Almeida Theatre e altre realtà internazionali. È anche attivo in ambito commerciale: ha coreografato spot per Bailey’s, Ford, MTV, e altre aziende. La sua attuale ricerca è indirizzata alla riscoperta del folk inglese e delle danze tradizionali, con la collaborazione dei bambini delle scuole dove tiene i suoi workshop. È in scena nel festival con Fidelity project la sera del 25: un lavoro sull’incontro tra due performer (con lui la tedesca Frauke Requardt) che costruiscono una relazione basata sulla fiducia e la memoria del contatto fisico.

COMMENTI DEI PARTECIPANTI

Opportunità di scambio e crescita: respirare un’atmosfera sanamente artistica e internazionale mai è così scontato in Italia! La lezione di Freddie stamattina è stata stimolante e sono certa che gli spettacoli in programma saranno di alta qualità. Spero di conoscere attivamente e più da vicino la realtà di Operaestate in un prossimo futuro. Grazie, S.A.

Ho trovato la lezione di Freddie interessante: usa il corpo con molta consapevolezza e rispetto; cerca in ogni movimento (per altro ispirato alla capoeira) di coinvolgere tutto il corpo, come se fosse un fluido continuo lungo ed esteso, ma pieno di forza. Valentina Nicoli


Innanzitutto Freddie Opoku Addaie è una persona estremamente umile: è la prima volta che faccio una classe in cui chi tiene la lezione chiede esplicitamente di non applaudire. Inoltre ha quello che a me piace tantissimo, ossia una essenzialità assoluta di movimento ma in una dinamica super forte. Marco D’Agostin